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Tutto sulla cromatura dura: processo, applicazioni e fasi

La cromatura può essere utilizzata per l’applicazione di metalli anche molto differenti tra loro: l’oro, l’argento, il nichel, il cromo e il rodio sono certamente i più utilizzati.

Il procedimento attraverso il quale il film di metallo viene applicato alla superficie da trattare è essenzialmente ad immersione; prevede cioè una serie di bagni galvanici durante i quali, attraverso un procedimento elettrolitico, il metallo che rivestirà il supporto viene applicato al manufatto.

Cos’è la cromatura dura

La tecnica galvanica conosciuta come cromatura dura altro non è che l’applicazione di un rivestimento di metallo su un manufatto ferroso per motivi estetici o funzionali. Questa tecnica può essere applicata anche a materiali diversi dal ferro, principalmente acciaio, nichel, rame e plastica. Se vuoi saperne di più su come cromare l’acciaio, prosegui la lettura.

I procedimenti della cromatura

Volendo approfondire in questo articolo la cromatura dura, è importante spiegare i due principali procedimenti di cromatura applicati nell’industria galvanotecnica, vediamoli nel dettaglio.

Bagno di cromo esavalente

Utilizzata principalmente per soddisfare le richieste di semilavorati destinati all’uso industriale, questa tecnica trova largo impiego anche nelle lavorazioni di cromatura decorativa. Il cromo viene applicato per via elettrolitica attraverso un innovativo processo completamente ecosostenibile che permette di ridurre, e in determinati casi risolvere completamente, le problematiche ambientali che il nostro settore ha conosciuto in passato. 

Bagno di cromo trivalente

Si tratta di una tecnica che consente di depositare il cromo trivalente, detto tricromo, anche in spessori inferiori al micron. Questa peculiarità fa sì che l’utilizzo di questa cromatura sia ideale in campo decorativo o nelle lavorazioni ad altissima precisione. Questo tipo di cromo viene anche definito “ecologico” per via dell’alta capacità di decantazione che permette di recuperare le acque di lavorazione impiegate nel processo produttivo. Questo procedimento si differenzia da quello tradizionale per le specifiche tecniche dell’intero processo elettrolitico, per gli anodi impiegati e per la composizione chimica della soluzione. 

Il tema della sostenibilità ambientale e della sicurezza sono da sempre al centro del dibattito su come tradurre al futuro una tecnica come quella galvanica che affonda le sue radici in una storia lunga 200 anni. La tossicità delle sostanze impiegate nel processo di cromatura fa sì che ogni azienda abbia l’onere del trattamento, recupero e smaltimento corretto delle acque e dei fumi di lavorazione. 

Nel caso di MBS TECHNOLOGY S.R.L. il 100% delle acque di lavorazione galvanica viene depurato e riutilizzato nel ciclo produttivo, mentre i fumi e le polveri derivanti dalle lavorazioni vengono abbattuti mediante moderni sistemi di aspirazione e filtraggio meccanico dell’aria.

Il tema principale dell’intero processo di cromatura dura è certamente la corretta configurazione del bagno galvanico in funzione del metallo e del supporto che deve essere rivestito.

Esistono principalmente tre tipologie di soluzione elettrolitica che differiscono per l’elemento conduttore:

  • Soluzione a base di Sali al cloruro
  • Soluzione a base di Sali al solfato
  • Soluzione mista a base di Sali al solfato e cloruri.

Nel caso in cui la cromatura dura implichi l’applicazione di cromo vengono solitamente impiegati anodi insolubili di grafite, che grazie alla loro proprietà conduttiva permettono di evitare l’ossidazione del cromo.

Come si svolge il processo di cromatura dura

Un errore nella fase di cromatura dura può provocare deterioramenti, crepe o rotture del pezzo durante il suo impiego finale causando l’interruzione della produzione e non ultimo guasti e deformazioni del macchinario in cui viene installato.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono gli step fondamentali del processo di produzione che, attraverso la cromatura dura, porta un manufatto alla condizione intermedia di semilavorato. Ci vorranno infatti numerosi altri passaggi prima che il pezzo in lavorazione arrivi all’impiego industriale o commerciale a cui è destinato, ma è importantissimo dare la rilevanza che merita a questa lavorazione così strategica.

  1. Spazzolatura e pulitura del manufatto da sottoporre al trattamento di cromatura dura
  2. Sgrassatura tradizionale o elettrolitica del manufatto per eliminare tutti i residui di precedenti lavorazioni 
  3. Bagno alcalino, solitamente viene impiegato il rame che fornisce una base per il passaggio successivo
  4. Ramatura a spessore, passaggio fondamentale in caso di manutenzione di manufatti danneggiati da usura o ruggine, questo bagno elettrolitico permette di sanare i danni pregressi del pezzo e migliorare l’aderenza e il valore protettivo della successiva cromatura
  5. Preparazione del pezzo per il bagno galvanico; a seconda delle dimensioni e della forma il pezzo da cromare può essere appeso a dei ganci, a dei supporti flessibili oppure assicurato attraverso dei punti di contatto che verranno poi eliminati a delle griglie che ne permettano la corretta immersione
  6. Immersione nel bagno galvanico, la durata e la composizione del bagno è assolutamente variabile e dipende dal risultato richiesto in termini di finitura e spessore
  7. Risciacquo e asciugatura. A processo completato, il manufatto viene sciacquato in acqua depurata, lasciato asciugare a contatto con l’aria e successivamente ripulito completamente dai residui di lavorazione, inclusi i punti di contatto con i supporti.

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